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Vini

Vino Roero

Roero DOCG Rosso: L’Aristocrazia e la Seta del Nebbiolo di Sinistra Tanaro

Il Roero DOCG rosso (riconosciuto a Denominazione di Origine Controllata e Garantita nel 2004) rappresenta una delle declinazioni più fini, verticali ed eleganti del vitigno Nebbiolo. Se sulla sponda destra del fiume Tanaro le Langhe conferiscono al Nebbiolo potenza e severità austera, le colline scoscese e i terreni ricchi di

Roero Docg
Roero Docg

sabbie marine del Roero regalano a questo grande rosso un profilo olfattivo straordinariamente profumato, tannini setosi e una straordinaria immediatezza espressiva unita a una grande longevità.

Dati Tecnici del Disciplinare

Parametro Caratteristica
Denominazione Roero DOCG Rosso (anche con menzione Riserva o menzione geografica aggiuntiva / Vigna)
Zona di Origine 19 comuni in provincia di Cuneo situati alla sinistra orografica del fiume Tanaro
Base Ampelografica Nebbiolo (minimo 95%); possono concorrere altri vitigni a bacca nera non aromatici idonei alla coltivazione in Piemonte (max 5%)
Titolo Alcolometrico Min. 12,50% vol (anche con menzione Vigna)
Invecchiamento Minimo

Roero Base: Minimo 20 mesi (di cui almeno 6 in legno);

 

Roero Riserva: Minimo 32 mesi (di cui almeno 6 in legno)

Resa e Acidità Resa max 80 q/ha (70% resa uva/vino); acidità totale min. 4,5 g/l; estratto non riduttore min. 22 g/l
Servizio e Bicchiere 16–18 °C in calice ampio tipo Bordeaux o Ballon da grandi rossi

Territorio, Geologia e Vinificazione

La fisionomia unica del Roero rosso deriva dal connubio tra il nobile vitigno piemontese e un paesaggio geologico peculiare:

  • I Suoli di Origine Marina e le Rocche: Le colline del Roero sono emerse dal mare pliocenico più recentemente rispetto alle Langhe. I terreni sono leggeri, sciolti, ricchi di sabbie dorate frammiste ad arenarie, marne calcaree e fossili marini. Questo substrato conferisce al Nebbiolo un corredo aromatico fine ed etereo, ricco di spezie e fiori secchi, e tannini meno aggressivi in gioventù.

  • Esposizione e Microclima: I vigneti destinati alla produzione del Roero rosso sono collocati esclusivamente sui versanti collinari più ripidi con esposizioni favorevoli (da est a sud e ovest, escludendo il pieno nord), dove godono di un microclima asciutto e ventilato.

  • Maturazione in Legno: Dopo la fermentazione con macerazione tradizionale a cappello emerso o sommerso, il vino matura obbligatoriamente in botti di rovere (botti grandi o tonneau) per almeno 6 mesi, affinando la tessitura tannica e sviluppando eleganti note terziarie prima dell’ulteriore affinamento in bottiglia.

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Profilo Organolettico e Degustazione

  • Vista: Rosso rubino luminoso con riflessi granati vivaci, che evolve verso tonalità granato aranciate con l’invecchiamento prolungato.

  • Olfatto: Bouquet intenso, fragrante e aristocratico. Spiccano note varietali di viola mammola, rosa appassita, fragolina di bosco, ciliegia matura e lampone, arricchite da sentori di sottobosco, liquirizia, tabacco dolce, noce moscata, pepe bianco e lievi tocchi balsamici di mentuccia ed eucalipto.

  • Gusto: Asciutto, caldo, di corpo pieno ed equilibrato. La spiccata freschezza acida dialoga armoniosamente con una trama tannica fitta ma vellutata e fine. Il finale è lungo, sapido e asciutto, con ritorni persistenti di piccoli frutti rossi e spezie.

Abbinamenti Enogastronomici

La complessità aromatica, la finezza del tannino e la spalla acida del Roero DOCG lo rendono straordinario a tavola con piatti saporiti di carne e preparazioni della grande cucina piemontese:

  • Primi Piatti Tradizionali: Agnolotti del plin al sugo d’arrosto o al tovagliolo, tajarin al ragù di salsiccia di Bra o con fegatini, risotto al Nebbiolo e fonduta di Castelmagno.

  • Secondi di Carne: Brasato al Roero, arrosto di fassona piemontese con nocciole, sella di capriolo ai mirtilli, pernice e fagiano in casseruola, coniglio ripieno alle erbe.

  • Funghi e Tartufo: Piatti a base di funghi porcini trifolati e preparazioni a base di carne o uova impreziosite da lamelle di Tartufo Bianco d’Alba.

  • Formaggi: Formaggi piemontesi a media e lunga stagionatura come Castelmagno DOP d’alpeggio, Raschera DOP stagionato, Bra Duro DOP e Tome alpine stagionate con mostarde di frutta.

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