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Moscato di Saracena

Moscato di Saracena

Ancora una volta la Calabria ci offre una delle sue perle enologiche: dopo avervi parlato del ricercato Greco di Bianco , questa volta ci spostiamo al nord del territorio calabrese, a Saracena (CS) per raccontarvi del Moscato passito qui prodotto.

Note storiche sul Moscato di Saracena

Dalla mensa papale…

Il Moscato di Saracena è un vino dalle origini molto antiche. Sappiamo con certezza da Sante Lancerio, bottigliere di Papa Paolo III Farnese, che questo vino era presente e molto apprezzato alla mensa papale fin dal 1400. Quello che è considerato il primo sommelier della storia così scriveva: ”questo vino è molto buono et stimato da sua Santità et da tutti i prelati della corte” e ancora lo definisce ”di colore acceso più che l’oro et odorifero assai”. Anche il Cardinal Sirleto non lo faceva mai mancare sulla tavola di Papa Pio IV: veniva infatti spedito per nave da Scalea e inserito tra i principali vini dell’Enoteca Pontificia.

…alla riscoperta dei giorni nostri

Questo prezioso e raffinato vino, rinomato e premiato fino alla fine dell’Ottocento, ha rischiato poi di scomparire. Grazie alla tradizione familiare la produzione del Moscato di Saracena è stata tramandata fino ai giorni nostri e la sua riscoperta e rinnovata notorietà si devono all’impegno di piccoli produttori tra cui eccelle Luigi Viola e la sua famiglia, proprietari di Cantine Viola, a Saracena (CS).

Moscato di Saracena: vitigni utilizzati e vinificazione

I vitigni utilizzati per la produzione del Moscato di Saracena sono tre: Moscatello di Saracena insieme a Guarnaccia, Malvasia Bianca e Odoacra (localmente detta Adduroca, uva aromatica molto profumata).

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Il Moscatello di Saracena corrisponde geneticamente al Moscato Bianco, base del famoso Asti piemontese, coltivato diffusamente in tutta la penisola italiana e apprezzato anche come uva da tavola per la sua aromaticità. In Calabria è coltivato in maniera elettiva a Saracena ma è diffuso anche nella Locride dove viene definito Zibibbeddu (piccolo Zibibbo) per distinguerlo dallo Zibibbo (Moscato di Alessandria) che presenta acini più grandi.

Appassimento del Moscatello
Appassimento del Moscatello

Le sue uve, dai saporiti e profumati acini dorati tendenti all’ambra, vengono vendemmiate una volta giunte a maturazione e poi fatte appassire appese o disposte su graticci ombreggiati per almeno 15-20 giorni: l’ appassimento degli acini determinerà un aumento della concentrazione di zuccheri e aromi. Gli acini di Moscatello di Saracena appassiti andranno incontro ad una meticolosa selezione manuale, seguita da una soffice pressatura. Spesso di aggiunge una piccola percentuale di Adduroca, anch’essa fatta appassire dopo la raccolta.

Le uve di Guarnaccia e Malvasia vengono di solito vendemmiate successivamente al Moscatello e pigiate senza subite l’appassimento. Il mosto ottenuto viene però cotto: attraverso la bollitura si ha una riduzione di circa un terzo del volume e un conseguente aumento del residuo zuccherino.

Il mosto cotto viene assemblato a quello ottenuto dagli acini appassiti di Moscatello, che conferisce gli aromi, per poi iniziare la fermentazione naturale in vasche di acciaio inox per almeno sette mesi. Nel periodo di affinamento vengono eseguiti almeno 2-3 travasi fino ad arrivare alla commercializzazione dopo 6 mesi di riposo in bottiglia.

Caratteristiche organolettiche del Moscato di Saracena

Moscato passito di Saracena
Moscato passito di Saracena

Il Moscato di Saracena è un vino corposo che all’analisi visiva si presenta limpido e con una brilla

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nte veste giallo ambra. I suoi intensi, fini e persistenti profumi di frutta secca, frutta esotica, frutta candita, miele e confettura rapiscono il naso dell’assaggiatore che sarà poi impegnato ad apprezzare la dolcezza e la morbidezza del sorso in equilibrio con una giusta nota sapida ed una lunga persistenza.

Abbinamenti e temperatura di servizio del Moscato di Saracena

Il Moscato di Saracena è conosciuto soprattutto come vino da meditazione e come tale si consiglia di servirlo ad una temperatura di 12° gradi.

Un classico abbinamento è quello con la pasticceria secca a base di pasta di mandorle, con le crostate di marmellata e con la macedonia di frutta. Da non sottovalutare anche l’abbinamento con i formaggi: gustoso è, infatti, l’abbinamento con i pecorini non troppo stagionati e con i formaggi erborinati.

Presso le Cantine Viola a Saracena, tra i principali produttori di Moscato, è possibile degustarlo in abbinamento ai fichi secchi imbottiti di mandorle, noci, bucce di limone poi infornati.

Un altro suggerimento per apprezzare questo particolare prodotto calabrese è in abbinamento con le fragole, dopo averle fatte macerare con zucchero, limone e Moscato di Saracena.

Si ringrazia Alessandro Viola di Cantine Viola per le foto a corredo dell’articolo.

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